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9 maggio: Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi

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vittime del terrorismo

Il 9 maggio si celebra il "Giorno della Memoria" istituito con la legge n. 56 del 2007 "per ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice. L'Amministrazione Penitenziaria ricorda i propri Caduti, vittime della violenza terroristica: Francesco Di Cataldo, Antonio Santoro, Giuseppe Pagliei, Giuseppe Lorusso, Raffaele Cinotti, Germana Stefanini.

DI CATALDO Francesco - Maresciallo Magg. degli Agenti di Custodia. Barletta 20 settembre 1926 - Milano 20 aprile 1978

Il 20 aprile 1978 il Maresciallo Francesco Di Cataldo, Vice Comandante della Casa circondariale di Milano “San Vittore” e responsabile del centro clinico del carcere, stava attraversando l'incrocio tra via Ponte Nuovo e via Cairoli alla periferia della città, nei pressi di Crescenzago, per raggiungere la sede di servizio. A pochi metri dalla sua abitazione viene affrontato da due individui a volto scoperto che gli esplodono sette colpi calibro 7,65, due alla testa, quattro nella schiena e uno al braccio sinistro. Altri due complici attendevano in una Fiat 128 verde con il motore acceso e gli sportelli aperti. L'agguato venne rivendicato dalla colonna “Walter Alasia” delle Brigate Rosse la mattina stessa, alle 7,40, con una telefonata alla redazione milanese dell'ANSA. Francesco Di Cataldo era considerato uomo del dialogo con i detenuti ma bollato come aguzzino dai suoi assassini. Ai funerali i detenuti di San Vittore, con un gesto mai visto prima, fecero una colletta per deporre due corone di fiori. Riconosciuto dal Ministero dell’Interno "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 624/1975, il 15 giugno 2004 il Mar.llo Magg. Francesco Di Cataldo è stato insignito diMedaglia d'Oro al Merito Civile alla Memoria.

SANTORO Antonio, Maresciallo degli Agenti di Custodia - Avigliano (PZ) 26 aprile 1926 - Udine 6 giugno1978

Comandante della Casa circondariale di Udine, il Maresciallo Antonio Santoro la mattina del 6 giugno 1978, mentre si reca a piedi in Istituto, rimane vittima di un agguato terroristico tesogli da due persone che lo colpiscono alle spalle con due colpi di pistola. I due si allontanano a bordo di un’auto ritrovata successivamente nella periferia della città. Il Maresciallo Santoro era conosciuto e stimato per il rigore con cui applicava le regole all’interno dell’istituto che ospitava elementi delle Brigate Rosse e dove, alcuni mesi prima, aveva scoperto e denunciato un traffico di droga e valuta falsa. L’omicidio di Antonio Santoro fu rivendicato, con una telefonata all’ANSA di Venezia, da appartenenti all’organizzazione “Proletari Armati per il Comunismo”Il 15 giugno 2004 il Maresciallo Antonio Santoro è stato insignito di Medaglia d'Oro al Merito Civile alla memoria. Ad Antonio Santoro è intitolata la Casa circondariale di Potenza.

 PAGLIEI Giuseppe, Agente di Custodia - Giuliano di Roma 28 giugno 1949 - Frosinone 8 novembre 1978

In forza alla Casa circondariale di Frosinone, l’Agente Giuseppe Pagliei era addetto al servizio di scorta del Procuratore Capo della Repubblica di Frosinone Fedele Calvosa. L’ 8 novembre 1978, l’auto con a bordo il Procuratore, l’autista civile Luciano Rossi e l’Agente Pagliei, all'altezza di un incrocio, viene bloccata da tre uomini armati di pistole e mitra che si parano dinanzi all'autovettura e aprono il fuoco. Il primo a cadere è l'Agente Giuseppe Pagliei, poi cade il Procuratore Fedele Calvosa. Luciano Rossi, ferito, tenta di fuggire, ma viene finito con un colpo di pistola al volto. L'attentato fu rivendicato e addebitato all'organizzazione “Unità Comuniste Combattenti” che, in collegamento con Prima linea e Brigate Rosse, stava conducendo una feroce campagna contro i rappresentanti delle Forze dell'Ordine e i magistrati. Riconosciuto dal Ministero dell'Interno "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 624/1975il 15 giugno 2004. L’Agente Giuseppe Pagliei è stato insignito della Medaglia d'Oro al Merito CivileA Giuseppe Pagliei è intitolata la Casa circondariale di Frosinone.

 LORUSSO Giuseppe, Agente di Custodia - Palazzo San Gervasio (PZ) 3 gennaio 1949 - 19 gennaio 1979

In servizio presso la Casa circondariale “Le Nuove” di Torino, era addetto al controllo pacchi e corrispondenza, un lavoro rischioso che Giuseppe svolgeva con rigore. Il 19 gennaio 1979, nei pressi della propria abitazione, alle 7,10, in anticipo di mezz’ora sull’orario abituale, si avvia verso la propria auto per recarsi a lavoro. Due individui scendono da una 128 rossa (altri due uomini restano in macchina) lo raggiungono alle spalle e lo colpiscono con dieci colpi di pistola 357 Magnum uccidendolo all’istante. L’omicidio viene rivendicato con una telefonata all’ANSA. Il comunicato viene fatto trovare verso le 11 in due cabine di Corso Re Umberto e di Corso Regina Margherita.  Giuseppe Lorusso ha appena compiuto 30 anni, lascia la giovane moglie Rosa e due figli in tenera età: Daniela di 2 anni e Domenico di 9 mesi. Giuseppe Lorusso è stato riconosciuto dal Ministero dell’Interno “Vittima del Dovere”, ai sensi della Legge 624/1975. Il 15 giugno 2004 gli è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria. A Giuseppe Lorusso è intitolalata la casa circondariale di Torino, unitamente a Lorenzo Cutugno.

CINOTTI RaffaeleAgente di Custodia - San Prisco (CE) 23 maggio 1953 - Roma 7 aprile 1978

Capoposto al reparto di isolamento giudiziario della Casa circondariale di Roma Rebibbia, l’Agente Raffaele Cinotti il 7 aprile 1981, alle 6,45 del mattino, mentre usciva dal portone  della propria abitazione per recarsi a lavoro,  cadde vittima di un agguato terroristico tesogli da tre individui che gli esplosero otto colpi di pistola. L’agguato mortale fu rivendicato dalle “Brigate Rosse” con una telefonata al centralino del quotidiano “La Repubblica”. L'omicidio fu espressione, al pari di altri, della campagna di intimidazione del terrorismo di estrema sinistra sul "fronte carceri". Riconosciuto "Vittima del Dovere", il  13 settembre 2007 l’Agente Raffaele Cinotti è stato insignito di  Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria. A Raffaele Cinotti è intitolata la Casa circondariale N.C. di Roma Rebibbia.

RUCCI FrancescoBrigadiere degli Agenti di Custodia - Giovinazzo 8 luglio 1956 - Milano 18 settembre 1981

Il 18 settembre 1981, mentre si recava in macchina per raggiungere la Casa circondariale di Milano ”San Vittore” dove prestava servizio al primo raggio, il Brigadiere Francesco Rucci rimase vittima di un attentato rivendicato da un nucleo appartenente a “Prima Linea". All'omicidio parteciparono almeno quattro terroristi, che prima costrinsero il Brigadiere a fermarsi e poi gli spararono. L’attentato fu collegato al clima di tensione allora esistente nell'istituto penitenziario milanese. La validità della pista seguita venne confermata anche da un volantino nel quale si diceva che il brigadiere era stato "giustiziato" per l’attività «al primo raggio di San Vittore ... braccio famigerato per le torture a cui i boia costringono le avanguardie comuniste prigioniere». Riconosciuto dal Ministero dell’Interno “Vittima del Dovere” ai sensi della Legge 466/1980. Il 12 settembre 2007 il Brigadiere Francesco Rucci è stato insignito di Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria. A Francesco Rucci è intitolato la Casa circondariale di Bari.

STEFANINI Germana, Vigilatrice penitenziaria - Roma 9 luglio 1926 - Roma 28 gennaio 1983

Germana Stefanini prestava servizio in qualità di vigilatrice penitenziaria presso la Casa circondariale Femminile di Roma Rebibbia. Il 28 gennaio 1983 veniva sequestrata da una cellula romana delle Brigate Rosse, inizialmente denominatasi "Nucleo per il Potere Proletario Armato". Condotta in un appartamento romano, Germana fu sottoposta a un “processo” per estorcerle informazioni sull’organizzazione del carcere. Il “processo” si concluse con la sentenza di condanna a morte di Germana Stefanini,. La condanna fu eseguita con un colpo di pistola alla nuca. Il corpo di Germana Stefanini fu rinvenuto il successivo 31 gennaio nel cofano di un’autovettura.

Il 12 settembre 2007 Germana Stefanini è stata insignita diMedaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria. A Stefanini Germana è intitolata la Casa circondariale Femminile di Roma Rebibbia.

La celebrazione del Giorno della Memoria al Senato  

L'Aula del Senato della Repubblica ospita la celebrazione del "Giorno della memoria", istituito con la legge n. 56 del 2007 "al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice". La cerimonia ha inizio alle 10.55 con l'esecuzione dell'Inno nazionale da parte degli studenti del Liceo Scientifico "Farnesina" di Roma. L'introduzione e la conduzione sono affidati al direttore del quotidiano "la Repubblica" Mario Calabresi, figlio del commissario Luigi Calabresi assassinato il 17 maggio 1972. Porteranno la loro testimonianza il padre di Walter Rossi, Francesco Rossi, la vedova di Claudio Graziosi, Silvana Perrone Graziosi, il figlio di Carlo Casalegno, Andrea Casalegno. Nell'Aula di Palazzo Madama saranno presenti: il Presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano, la vicepresidente della Camera Marina Sereni, il ministro dell'Interno, Marco Minniti, i presidenti delle Associazioni dei familiari delle vittime. Uno studente leggerà un testo del giornalista Cesare Martinetti in memoria dell'avvocato Fulvio Croce. Prenderà quindi la parola il presidente  del Senato, Pietro Grasso
La cerimonia è trasmessa in diretta televisiva da RaiUno, a cura di Rai Parlamento, dal canale satellitare, dalla webtv e dal canale YouTube del Senato.