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POLIZIA PENITENZIARIA: I GRUPPI SPORTIVI

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Fino al 1983 lo sport della Polizia Penitenziaria è stato legato unicamente alle vicende della rappresentativa calcistica del Corpo, l’AS Astrea, attiva fin dal 1948: con D.M. 25 luglio 1983 viene costituito il Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre, impegnato inizialmente nei soli settori dell’Atletica Leggera e del Pentathlon Moderno.

Nella fase temporale che porta dagli anni ’80 agli anni ‘90 si assiste ad una crescita progressiva dei nostri sodalizi sportivi, grazie alle Fiamme Azzurre che riescono ad imporsi in diverse discipline conquistando spazi importanti e prestigio nel movimento olimpico nazionale: ed epocale si rivela anche l’impatto dell’AS Astrea in campo calcistico, primo soggetto di natura pubblicistica che conquista un posto nelle serie professionistiche della FIGC.

Crescono i trofei nelle bacheche delle nostre sedi e si arricchiscono i palmarés dei Gruppi Sportivi: medaglie e titoli che portano un eccezionale patrimonio in chiave d’immagine per il Corpo di Polizia Penitenziaria e che impongono una struttura organizzativa e logistica sempre più professionale, adeguata al livello tecnico degli atleti impegnati sui campi di gara.

Il polo impiantistico di Casal del Marmo è il fulcro dell’attività centrale, ma altre strutture sportive nascono sul territorio per valorizzare l’impegno degli organi periferici dell’Amministrazione Penitenziaria e contribuiscono a supportare l’attività locale anche sul piano delle iniziative promozionali oltre che degli eventi di grande richiamo.

Un momento di stallo, legato alle modifiche normative sul reclutamento degli ausiliari di leva – all’epoca primo serbatoio dei Gruppi Sportivi della Polizia Penitenziaria – viene prontamente superato grazie ad un provvedimento normativo di portata storica: il Ministero della Giustizia e il Dipartimento, con D.P.R. 30 aprile 2002 n. 132, sono le prime Amministrazioni dello Stato a dotarsi di uno strumento legislativo mirato per il reclutamento degli atleti di interesse nazionale.

Nel nuovo millennio, grazie agli sportivi di grande livello agonistico e richiamo mediatico arrivati nelle Fiamme Azzurre ed anche nell’Astrea, i soggetti portacolori della Polizia Penitenziaria si propongono come un modello organizzativo e traguardo ambito di campioni di portata olimpionica: il contributo dato dai nostri sodalizi alle fortune dello sport azzurro è ormai pienamente atteso e consolidato e l’obiettivo per l’Amministrazione ed il Corpo è quello di farvi fronte con equilibrio nel campo delle risorse finanziarie dedicate e con serena disponibilità verso un aspetto portante della società italiana contemporanea.