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Attenzione alla formazione del personale e alla salute del detenuto e forti investimenti nel settore informatico: questi alcuni punti cardine di un sistema penitenziario che mette al primo posto il recupero dell’individuo
di Daniele Autieri

Le nubi si diradano e i fantasmi di un tempo svaniscono alla luce della modernità. È successo questo al temibile sistema penitenziario austriaco, quello delle repressioni e dello Spielberg, la fortezza dove Silvio Pellico, in otto anni di prigionia tra il 1822 e il 1830, compose “Le mie prigioni”.

Rispetto all’Austria di allora, quella di oggi è un Paese diverso, molto più simile alle melodie mozartiane che alla realpolitik del principe von Metternich; uno Stato democratico e garantista, ma soprattutto sensibile all’imperativo morale che mette il recupero dell’individuo al primo posto del contratto sociale. L’amministrazione della giustizia, così come quella del sistema penitenziario, dipende direttamente dallo Stato Federale. Le carceri sono gestite dal “Justizanstalt”, l’Amministrazione centrale penitenziaria, un direttorato alle dipendenze del ministero federale della Giustizia. Sotto la sua giurisdizione ci sono 45 istituti penali. Di questi, 29 sono quelli generici e 16 quelli destinati a categorie specifiche. I penitenziari veri e propri che ospitano detenuti con sentenze definitive sono 7, mentre 5 è il numero degli istituti speciali (psichiatrici, per minori, per donne). Il più grande è il carcere di Vienna che può ospitare fino a 1.000 detenuti. Tra i penitenziari, 6 sono riservati agli uomini e solo uno alle donne. Tutti rispondono ad una filosofia unificante: evitare la centralizzazione di determinate categorie di detenuti, ma anzi disperderli tra i vari istituti.
La popolazione carceraria ha toccato, lo scorso anno, il picco di 8.700 unità con una percentuale di 84 detenuti ogni 100.000 abitanti. Un dato da cui traspare una crescita sostenuta, soprattutto nell’ultimo periodo. Nel 2001, infatti, la popolazione carceraria non superava le 6.900 unità, mentre oggi ha di poco oltrepassato la capacità prevista dal sistema. Al suo interno il 4,1% è composto da donne; il 2,5% da minorenni e il 33% da stranieri. In particolare, sono gli immigrati provenienti dall’Est europeo ad affollare le prigioni austriache. Ogni prigioniero costa allo Stato 73 euro al giorno, mentre il budget generale stanziato per il sistema penitenziario nel suo complesso si aggira intorno ai 218 milioni di euro, l’equivalente dello 0,3% delle spese dello Stato.
Molta attenzione è riconosciuta al personale impiegato, sia esso costituito da medici, guardie penitenziarie, dirigenti, psichiatri, insegnanti, professori. Il totale della forza lavoro raggiunge le 3.400 unità, praticamente un dipendente ogni 2,2 detenuti. La gestione del personale spetta al Governatore di ogni singolo istituto, che ne è il rappresentante di fronte allo Stato Federale. Per questa ragione molto tempo viene dedicato al training che può durare anche due anni.
Dalla parte dei detenuti, invece, l’Austria si allinea con i più democratici Paesi europei riconoscendo in modo inequivocabile i diritti del carcerato e favorendo il suo totale reinserimento nella società.
In questo senso le cure mediche sono al primo posto e ogni detenuto, oltre ai normali servizi sanitari, entrando in qualunque istituto penitenziario, viene fornito di un box da pronto soccorso utilizzabile nelle situazioni di emergenza. Stesso riguardo è riconosciuto al lavoro, obbligatorio per tutti coloro che devono scontare una sentenza definitiva. Le finalità principali delle attività svolte sono, in primo luogo, il mantenimento delle capacità lavorative degli individui e, successivamente, l’approfondimento di alcune competenze, facendo così in modo che gli stessi carcerati possano contribuire al costo della loro detenzione. Un sistema che porta l’80% della popolazione carceraria a svolgere almeno un’attività lavorativa. In funzione di ciò essi ricevono una remunerazione che può essere accresciuta con degli extra in caso di comportamenti particolarmente industriosi. L’ammontare di questo riconoscimento, secondo l’articolo 52 dell’Austrian Prison Act, corrisponde al guadagno lordo di un lavoratore metalmeccanico appena assunto.
Lavoro, ma anche educazione. È questo il binomio più importante nelle carceri austriache. Proprio alla preparazione e all’istruzione dell’individuo viene infatti dedicato tempo e ingenti investimenti. L’educazione dei prigionieri è integrata con il sistema educativo austriaco in modo che, una volta rilasciate, le persone possano continuare il corso dei loro studi. Insegnanti e istruttori devono guardare i detenuti con un occhio pedagogico e favorire così la loro crescita mentale e culturale. Per garantire questo alto livello di professionalità, ogni anno, vengono organizzati almeno 200 workshop con il compito di accrescere le competenze del personale carcerario. In alcuni casi eccezionali, il sistema penitenziario garantisce ai detenuti anche corsi per la scuola superiore o persino per l’università. In ogni caso, i detenuti che abbiano iniziato i corsi all’interno di una prigione possono portarli a termine anche una volta scontata la propria pena.
Si tratta di un impegno costante e ripetuto che, tuttavia, non impedisce alla popolazione carceraria di coltivare hobby e praticare attività sportive. In ogni istituto correttivo è presente una moderna libreria. Il sistema bibliotecario è gestito da 60 persone appartenenti al personale e da circa 30 detenuti. Il tutto coordinato da un complesso sistema informatico che contribuisce a delineare l’immagine di un’organizzazione moderna e al passo coi tempi.
L’Amministrazione penitenziaria austriaca ha, infatti, investito moltissimo nel settore dell’information technology, ritenuto di fondamentale importanza per una gestione oculata delle risorse messe a disposizione dallo Stato Federale. L’utilizzo dell’informatica e, più in generale, dell’information technology è stato così introdotto in tutta l’area amministrativa con l’adozione del programma IAE (Integrated Administration of Execution) che, dopo l’avvio del 2000 nelle carceri più grandi, è stato diffuso anche agli istituti per detenuti con problemi mentali. Il programma include una serie illimitata di funzioni che vanno dalla registrazione di tutti i dati relativi al personale, alla corretta distribuzione della forza lavoro, fino al monitoraggio dei detenuti e delle loro attività. Il sistema informatico opera in collaborazione con il Federal Computing Center, che rimane in attività 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.
Tecnologia e cultura del lavoro e dell’intrattenimento; modernità ma anche attenzione all’individuo e alle sue necessità, ecco i tratti distintivi del sistema austriaco che interpreta alla perfezione lo spirito mitteleuropeo, radicato nel suo passato ma allo stesso tempo cosmopolita e capace di guardare lontano.

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L’Austria in breve

Superficie: 83.858 kmq
Popolazione: 8.065.200 abitanti
Capitale: Vienna
Altre città: Linz, Innsbruck,
Salisburgo, Graz, Klagenfurt,
Bregebz, Villach, Sankt Pölten
Moneta: euro
Sistema politico:
Repubblica Federale, composta
da 9 Stati (Vienna, Austria Inferiore,
Austria Superiore, Salisburgo,
Tirolo, Vorarlberg, Carinzia,
Stiria, Burgenland)
Religione: cattolica.
Ma sono presenti anche 423.000
protestanti, 12.000 ebrei
e circa 10.000 musulmani.
Lingua ufficiale: tedesco

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