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Il reparto "nuovi giunti" e il moderno Centro sanitario migliorano la qualità e l'efficienza del carcere romano.

Da tempo a Regina Coeli è stato attuato un programma di ristrutturazione secondo le norme previste dal nuovo regolamento di vita carceraria. Alle ristrutturazioni già

 realizzate della III sezione (nel 1996) e a quelle della II sezione (la cui apertura è prevista per marzo 2001) che ospiterà detenuti tossicodipendenti, si sono aggiunti due nuovi reparti, il cosiddetto reparto "nuovi giunti" e il Centro Diagnostico e Terapeutico, inaugurati alla presenza del ministro della Giustizia Fassino e del direttore del Dap Gian Carlo Caselli, il 13 febbraio scorso. L'edificio di Regina Coeli, costruito tra il 1881 e il 1891 nell'area dove sorgeva l'omonimo convento seicentesco, è sede della Casa Circondariale maschile di Roma e può ospitare fino a 1000 detenuti che si trovano al primo arresto, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Si tratta di detenuti imputati di diverse tipologie di reato, con un'ampia presenza di stranieri (circa il 60 per cento) e di detenuti con problemi connessi alla tossicodipendenza (circa il 30 per cento). La nuova VII sezione, destinata a ricevere appunto i detenuti appena entrati in carcere, ha una capienza di 120 posti e vuole essere, come ha detto il ministro Fassino una sorta di sezione di decompressione, per fare in modo che l'ingresso in carcere sia meno traumatico. Dopo un breve periodo in questa sezione i detenuti vengono smistati alle diverse sezioni. Il reparto, i cui lavori sono iniziati nell'aprile del '97 e sono terminati a gennaio scorso, ha avuto un costo di 7 miliardi e 500 milioni. A questo si aggiunge poi, importantissimo, il CDT, Centro Diagnostico e Terapeutico, i cui lavori iniziati nel 1997 sono terminati a novembre scorso e sono costati 5 miliardi e 700 milioni. Il Centro fornisce assistenza, diagnosi e cura a livello ospedaliero, sia in ricovero che in Day Hospital, alle persone detenute dell'Istituto e delle altre sedi a livello nazionale. È composto da un Reparto chirurgia, un Reparto medicina e uno per HIV e AIDS. Il primo conta 36 posti letto e un blocco operatorio annesso con due sale anch'esse strutturate secondo i criteri più moderni ed è in grado di affrontare interventi chirurgici generali di medio livello e ortopedici di medio e alto livello. La struttura sarà aperta non appena conclusa la procedura di accreditamento in corso presso la ASL RMA. Il secondo reparto ha una disponibilità di 28 posti letto per patologie internistiche con valenza multidisciplinare, mentre l'ultimo Reparto ha 21 posti letto ed è destinato a pazienti con avanzata compromissione immunitaria. Il Centro Diagnostico è supportato nella sua attività da Servizi Tecnico Diagnostici, Radiologia, Laboratorio di Analisi, Fisioterapia, Endoscopia, Ecografia e dal Servizio Polispecialistico. Il Centro si avvale del personale sanitario dell'Amministrazione Penitenziaria: in particolare l'attività ambulatoriale quotidiana è attuata da 10 medici incaricati che svolgono assistenza di base sia nei reparti del Centro Diagnostico Terapeutico, sia negli ambulatori delle sezioni e sono coadiuvati da 15 medici di guardia SIAS che forniscono il servizio di emergenza nelle 24 ore. Gli infermieri professionali sono 43, 5 sono i tecnici di radiologia e 1 tecnico di fisioterapia. Infine ci sono 18 psicologi, 9 per il servizio nuovi giunti e 9 per il servizio di trattamento. "Con le nuove strutture mediche - ha spiegato il ministro della Giustizia - il 60 per cento di Regina Coeli è stato ristrutturato, in linea con le nostre intenzioni di migliorare la qualità della vita in carcere, per i detenuti e per chi ci lavora. Interventi che rientrano in una strategia volta a creare le condizioni adatte affinché il sistema penitenziario sia più civile".

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