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Il 30 ottobre scorso il Garante per la protezione dei dati personali si è espresso in merito alla segnalazione presentata il 19 luglio dal Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (SAPPE) nei confronti dell’Ufficio per la Garanzia Penitenziaria (UGAP).

 Pubblichiamo il testo della decisione con la quale il Garante afferma di non dover prendere provvedimenti in merito alla segnalazione del SAPPE.

PREMESSA
"Secondo il SAPPE, fra le attività dell’UGAP vi sarebbe quella di "schedare gli appartenenti al Corpo con la creazione di fascicoli riportanti non già notizie di carattere amministrativo o sul servizio del singolo... bensì dati di carattere personale e privato".
Il Garante ha avviato i necessari accertamenti nel corso dei quali non è emerso alcun elemento a sostegno della segnalazione. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, presso il quale è costituito l’UGAP, nel sostenere che la segnalazione è del tutto infondata ha anche comunicato di aver presentato denuncia penale alla Procura della Repubblica di Roma, trasmettendole copia della nota del 19 luglio 2000 del SAPPE, sul presupposto che la notizia diffusa dal sindacato sarebbe "assolutamente destituita del benché minimo fondamento, della quale non si riesce a comprendere né il senso, né la finalità, al di là della sua evidente portata denigratoria".

CIÒ PREMESSO, IL GARANTE OSSERVA:
Dagli elementi acquisiti non emergono fatti o circostanze che inducano a ritenere non veritiera l’attestazione del Dipartimento. Un fattore di conferma di tale conclusione è rinvenibile nella stessa "scheda D" che sarebbe stata distribuita al personale del Dap con richiesta di compilazione e sottoscrizione da parte degli interessati, trasmessa dal SAPPE al Garante con la citata nota del 5 ottobre u.s.
Infatti, tale scheda contiene dati personali che in termini generali possono essere lecitamente trattati nell’ambito di una pubblica amministrazione, se pertinenti e necessari, per vari aspetti legati alla gestione del rapporto di lavoro e all’amministrazione del personale. Resta, ovviamente, ferma la necessità che i dati siano trattati correttamente e per finalità lecite e nel rispetto di tutti i principi previsti dall’articolo 9 e dalle altre disposizioni della legge n. 675/1996 (aspetti in ordine ai quali non sussistono, allo stato degli atti, elementi che possano far ritenere sussistenti profili di illiceità nei trattamenti oggetto di segnalazione).

PER QUESTI MOTIVI IL GARANTE
dichiara non luogo a provvedere sulla segnalazione."

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