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Massimo Brunini, sindaco di Spoleto


"Con il recente incontro che si è svolto tra il ministro della Giustizia Fassino, il direttore dell’Istituto di pena, Ernesto Padovani, e il Comune, abbiamo inteso rendere ancora più trasparente e ufficiale il rapporto tra Città di Spoleto e Casa di reclusione che da sempre è attivo e collaborativo.

 Far sentire l’identità di un territorio a una comunità di quel tipo serve, a mio avviso, a dare anche un segnale di speranza, di possibilità di un futuro. Abbiamo anche avviato un programma di vigilanza in occasione del Festival e di altre manifestazioni. Coinvolgere le forze di polizia in momenti specifici di presidio, dando loro anche quella visibilità che solitamente non hanno, è stata una cosa molto apprezzata dallo stesso personale penitenziario. L’Umbria è poi una realtà di grande pregio culturale e ambientale, è un’isola che deve riuscire a comunicare con tutti quelli che vi si trovano.
Oggi Spoleto, più che mai, vuole dire la sua, vuole partecipare alla vita del resto del mondo. La scommessa più grossa da fare in tal senso è quella sui giovani. Rilanciare con i giovani una partita forte di impegno teso a riconquistare il loro interesse verso la città è oggi uno dei nostri obbiettivi più importanti. Oggi il più delle volte i giovani dopo la laurea se ne vanno a cercare opportunità di lavoro altrove. È importante quindi creare dei master, delle scuole di alta formazione a Spoleto. Come Comune abbiamo già avviato delle borse di studio per giovani laureati che si vogliono impegnare nell’attività istituzionale del Comune. Questo può essere anche un elemento che scatena in loro un senso di appartenenza e la voglia di costruirsi una prospettiva di lavoro dentro o fuori le istituzioni".

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