Questo sito web utilizza i cookies tecnici. I cookies non possono identificare l'utente. Se si proseguirà nell'utilizzo del sito si assumerà il consenso all'utilizzo.
Se si desidera utilizzare i siti senza cookie o volete saperne di più, si può leggere qui

Condividi

La Circolare di agosto del Capo del Dipartimento indica la strategia attraverso la quale si potrà operare per rendere più efficiente e innovativo il sistema penitenziario.

Efficienza e innovazione. Sono questi i due princìpi fondamentali ai quali si deve ispirare l’attività dell’Amministrazione Penitenziaria italiana.
Due princìpi, - o se si vuole - due obiettivi permanenti, che sono richiamati con forza nella Circolare del 1° agosto che il Capo del Dipartimento, Gian Carlo Caselli, ha indirizzato a tutto il personale.


Per affrontare con una visione organica i grandi problemi del pianeta-carcere, per riscattare l’immobilismo che da troppi anni ha dominato questo delicato settore dell’Amministrazione e, infine, per riuscire a coniugare negli istituti di pena quell’insieme di sicurezza e di umanità che può ridare dignità agli operatori di polizia, occorre da parte di tutti uno scatto di intelligenza e di volontà.
In quest’ottica la Circolare di Gian Carlo Caselli rappresenta un punto di partenza per capire le profonde trasformazioni dell’Amministrazione Penitenziaria e indica le strade che il Parlamento e il Governo stanno seguendo per l’intero sistema penitenziario. Non a caso la Circolare elenca i principali interventi del DAP e i provvedimenti legislativi che tendono a migliorare le condizioni complessive (economiche, professionali, tecniche) del personale. Tra questi provvedimenti la Circolare ricorda, in primo luogo, il Decreto Legislativo n. 146 del 21 maggio 2000, che conferisce un nuovo e più moderno assetto dell’Amministrazione Penitenziaria periferica e promuove - attraverso 16 Provveditorati generali - un forte impulso al decentramento dei compiti e delle funzioni. Con l’istituzione dei ruoli direttivi e dirigenziali della Polizia Penitenziaria e con le dotazioni organiche di 500 unità per i direttivi e 200 unità per direttivi speciali di Polizia Penitenziaria, il provvedimento del maggio scorso ha colmato una lacuna che vedeva un Corpo di quasi 45 mila uomini privo di ruoli importantissimi. È anche autorizzata la riqualificazione di oltre 2000 unità dei ruoli amministrativi e l’assunzione di 1140 nuove unità nel settore (incremento assai significativo, rispetto alle 6000 unità circa, presenti in questi ruoli).
Un altro disegno di legge molto importante è quello approvato il 2 dicembre, in corso di pubblicazione. Esso prevede l’attribuzione di un emolumento pensionabile di 480.000 lire annue lorde al personale apicale dei ruoli degli assistenti e dei sovrintendenti delle Forze di polizia, oltre al riordino delle carriere del personale di Polizia Penitenziaria alla stregua di ciò che è già stato stabilito per le Forze di polizia. L’assunzione di 1500 nuovi agenti di Polizia e di 800 agenti ausiliari completa questo disegno di legge.
Ma la vita del carcere è fatta di molti aspetti che toccano i problemi del lavoro atipico, l’organizzazione giudiziaria, il Regolamento Penitenziario, la formazione professionale, la sanità, l’applicazione delle nuove tecnologie informatiche. In relazione a ciascuno di questi problemi, vitali per il buon funzionamento dell’Amministrazione, la Circolare del Capo del Dipartimento richiama in modo puntuale e analitico le numerose iniziative del Parlamento e del Governo: la legge "Smuraglia", che favorisce l’inserimento dei detenuti nel lavoro; il disegno di legge sulle misure per l’efficacia dell’organizzazione giudiziaria e del sistema penitenziario, approvato dal Consiglio dei Ministri il 7 luglio scorso; il nuovo Regolamento Penitenziario e la Riforma degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Un’attenzione particolare merita il disegno di legge per l’efficacia del sistema penitenziario. In questa occasione il Governo dimostra di recepire alcune esigenze forti portate avanti con determinazione dal Dipartimento. L’assunzione di 743 unità, i miglioramenti salariali e di trattamento inquadrati all’interno dei provvedimenti previsti nella Finanziaria, la costruzione e ristrutturazione di nuovi istituti di pena (con una spesa di 1.060 miliardi), l’apertura di 4 nuove carceri (Bollate, Massa Marittima, Castelvetrano, Rossano): sono questi i capitoli più importanti che il DAP si è impegnato a portare avanti nei prossimi mesi. Oltre a questi obiettivi il Governo ne ha enunciati altri nell’incontro del 28 giugno con le Organizzazioni Sindacali. Il "pacchetto" presentato e discusso con i Sindacati contiene, tra l’altro, la destinazione di nuove risorse economiche per le tecnologie applicate al recupero di ingenti risorse umane ed esclude dal taglio dell’1%, ipotizzato per il pubblico impiego, il personale delle Forze di polizia. E accanto a questo impegno, appaiono rilevanti le misure per risolvere la strutturale carenza di personale e l’ampliamento degli organici.
Ma la Circolare del Capo del Dipartimento non si ferma qui. Argomenti e problemi come il telelavoro (Progetto Ginestra), l’istituzione di unità cinofile, il tavolo sindacale sulle piante organiche, l’eventuale passaggio al servizio sanitario nazionale delle competenze fino ad oggi attribuite all’Amministrazione Penitenziaria: sono questi i temi e i progetti che riempiono di contenuto e di efficacia la nuova strategia del Dipartimento per razionalizzare e ottimizzare il sistema penitenziario. Una strategia ancorata al presente, alla realtà di oggi, ma una strategia che guarda anche al futuro, a ciò che le nuove tecnologie informatiche, presenti come protagoniste nella nuova economia degli anni 2000, offrono agli operatori di polizia per operare meglio e con più efficienza. È in questa direzione che si ritrova ancora più accentuato il desiderio dell’Amministrazione di aprire le porte all’innovazione e alla modernità.
La Circolare parla chiaro. Un Piano triennale di evoluzione del Sistema Informatico Penitenziario (centrale e periferico), dovrà dotare il sistema di strumenti nuovi (elaboratori, software, videoconferenze, siti Intranet) capaci di accelerare e semplificare procedure lente e complesse che la "macchina giustizia" non può più assolvere con la tradizionale burocrazia.
Gli uomini e le tecnologie: su questo binomio inscindibile che vede le risorse umane utilizzate al meglio e aiutate nella formazione e nell’operatività dagli strumenti più avanzati, si gioca la grande partita dei prossimi anni. Una partita che deve "voltare pagina con il passato" e deve riscattare con soddisfazioni concrete, l’orgoglio di un Corpo che è al servizio del Paese e opera guardando al futuro.
Un futuro che è già cominciato

Joomla templates by a4joomla